Per favore! State attenti! Diffidate da quei medici o pseudo tali che vi prospettano cure straordinarie in pacchetti weekend a pagamento come sta avvenendo in queste ore! Per lo più sono tutte bufale! Diffidate di chi vi propone cure a pagamento che non siano note o discusse dalla medicina internazionale convenzionale o non convenzionale! State attenti perchè sono potenziali truffe. Se ci fosse qualcosa di veramente valido non lo direbbero in anonime riunioni in piccole sale nascondendo i loro presunti protocolli invece che diffonderli apertamente. Non fatelo! Siamo veramente stanchi di questo mercato sulla pelle di persone che purtroppo e comprensibilmente sono portate a credere di tutto pur di migliorare la loro situazione. E' UNO SCHIFO! Questa volta vorrei vedere più persone che sostengono e condividono il mio appello perchè so che ce ne sono molte ma preferiscono stare dietro le quinte. BASTA! BASTA! Mercanti di vite umane ritiratevi! Vi osserviamo da vicino e dovrete rendere conto di ciò che fate di fronte alla legge! Faccio anche un appello alle forze dell'ordine: valutate se sia il caso di effettuare indagini su ciò che succede; lo Stato Italiano deve tutelare la salute delle persone. Per quanto mi riguarda sono disponibile a offrire tutte le informazioni in mio possesso.
domenica 30 novembre 2014
domenica 9 novembre 2014
L'IMPORTANTE STUDIO SUL CALCIO NELLE VENE CCSVI IMPONE UNA DOMANDA
Leggiamo
per bene la notizia relativo all’importante studio coordinato dalla Dottoressa
Lorella Pascolo dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste.
Mi
sorge spontanea una domanda.
Possiamo
dire che se nelle vene dei malati di Sm con problemi accertati alle vene
giugulari, in cui viene rilevata la presenza di calcio dannoso per la
funzionalità delle vene stesse, una assunzione a grandi dosi di vitamina D può
essere, a lungo termine, dannosa? (ricordiamo che l'ipercalcemia può essere
dovuta da aumentato assorbimento intestinale di calcio).
Quindi
sorge un’altra conseguente domanda, che è quasi un dubbio: veramente dobbiamo
fidarci ad assumere rilevantissime dosi giornaliere di vitamina D senza avere
prima un vero studio su pazienti malati di Sm controllato, randomizzato,
multicentrico, assolutamente in doppio cieco e con un giusto follow up di osservazione?
Cui
prodest?
sabato 8 novembre 2014
CCSVI: PARLA IL DOTT. SPAGNOLO
La semplicità fa il paio con la chiarezza. La teoria del Prof Zamboni e il trattamento da lui studiato sono stati comunicati a tutti, senza ottenere compensi, visite private o organizzazione di convegni a pagamento per pazienti. La scienza medica così funziona quando è vera scienza. Ragionate e diffidate da chi non vi dice e vi chiede di pagare per sapere.
giovedì 30 ottobre 2014
ALCUNE DOMANDE DI ROMINA FINESSO
Giusto riportare alla ribalta queste domande; ho recuperato
questo scritto di Romina da un post di risposta in una bacheca Facebook ricca
di mistificatori della prima ora. Sono domande che già conosciamo ma che
meritano di essere riportate a galla. Condividete.
Di Romina Finesso:
Certo, la verità verrà
a galla, eppure c'è chi fa di tutto per nasconderla.
Volete sapere qual'è
la mia rabbia ? Vedere persone che negano l'evidenza e cercano in tutte le
maniere di smentire la teoria di Zamboni.
Ma perché non vi fate
delle domande?
1) perché coloro che
hanno partecipato a Cosmo poi sono andati da doppleristi vascolari formati da
medici competenti e non neurosonologi, ed è stata riscontrata loro la Ccsvi
quando invece su Cosmo risultavano negativi?
2) perché allora si
sono operate migliaia di persone e continuano a farlo?...forse perché
finalmente con l'intervento hanno avuto benefici, immediati e veri, non effetto
placebo. Che sia stato per 2 settimane o 4 anni, sempre di beneficio si parla.
Trovate un farmaco che fin da subito ha dato benefici evidenti!
3) perché coloro che
sono vicini alle case farmaceutiche ( SIN, Società Italiana Neurologia, Aism )
sono così "agitati" nel voler soffocare questa scoperta se è vero che
è tutta una balla? Hanno paura forse?
4) perché c'è evidenza
che molti soggetti che frequentano alcune bacheche di Facebook sono incaricati
appositamente per gettare discredito su Zamboni?
5) non dovrebbero
esserci schieramenti tra malati. Perché c'è qualcuno che fa in modo che ci
siano? Perché sembra che questi soggetti stiano dentro una trincea con
l'elmetto? Di che hanno paura? C'è una sperimentazione in corso, pubblica, in
doppio cieco randomizzata multicentrica; che aspettino il suo esito prima di
emettere giudizi definitivi. Il metodo scientifico lo usiamo fin da Galileo
Galilei, vogliamo tornare al medioevo?
6) perché riducete
tutto l'argomento puntando l'attenzione solo su singoli pazienti che si
esprimono in modo folcloristico? Non sono loro l'epicentro della questione.
Lasciateli perdere, guardate invece alla grande opportunità che la visione
vascolare della malattia potrebbe portare a tutti.
7) tenete presente che
Zamboni ė un vero scienziato, molto famoso in ambito vascolare anche prima
della scoperta della Ccsvi. Non paragoniamolo a fenomeni da baraccone che
giornalmente ci propinano diete, integratori e cose simili.
8) come mai Zamboni e
Salvi e il loro team vengono continuamente minacciati, subiscono tentativi di
furti e subiscono, è accaduto realmente, danni a cose proprie?
9) come mai il
neurologo Salvi, da quando si occupa di Ccsvi non viene più invitato nei
convegni scientifici di neurologia?
Romina Finesso
domenica 19 ottobre 2014
LA "VECCHIA" VIA VASCOLARE
In questi giorni su Twitter il
Prof Zamboni ha portato l’attenzione sullo studio del 2008 “Chronic cerebrospinal
venous insufficiency in patients with multiple sclerosis”. Sto riflettendo sul perché
ritornare su questo comunque fondamentale studio e lanciare una frasetta su
twitter “La topografia della #CCSVI
rispecchia la distribuzione placche della SM primaria progressiva”. Ciò che
mi viene in mente è che stanno vedendo qualcosa che già avevano intuito ma che
forse oggi si manifesta più chiaramente: la logicità della visione vascolare
della malattia e la risposta sul perché ci sono forme così diverse di malattia.
Forse non ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale questo punto. Per avvalorare
questo, traduco con Google alcuni passi dell’abstract dello studio che già in moltissimi conoscete: “La venografia ha dimostrato nella CDMS (sclerosi
multipla clinicamente definita), e non nei controlli, la presenza di gravi
stenosi extracraniche multiple, che interessano i principali segmenti venosi
cerebrospinali; questo fornisce un quadro di insufficienza venosa cronica cerebrospinale
(CCSVI) con quattro diversi modelli di distribuzione delle stenosi”. “Inoltre,
corsi progressivi - recidivante-remittenti e secondarie progressive sono stati
associati con modelli CCSVI significativamente diversi da quelli di primaria
progressiva (p <0,0001).” “Conclusione: La sclerosi multipla clinicamente
definita è fortemente associata con la CCSVI…..(e)……la posizione delle
ostruzioni venose gioca un ruolo chiave nel determinare il decorso clinico
della malattia.” Assolutamente una reale topografia: mai nessuna scoperta nella
neurologia aveva potuto indicare una anche vaga risposta sul perché ci sono forme
così diverse di sclerosi multipla. Invece a differenza di CCSVI abbiamo una
differente SM. Chiedete al vostro neurologo “anti Ccsvi” perché ci sono le
forme primarie, le forme recidivanti: non possono rispondervi. Forse perché la
via autoimmune non può dare queste risposte? Staminali o vitamine potranno
risolvere una situazione morfologica che è dimostrata patologica nelle vene dei
pazienti con SM fin dalla nascita? Oppure, come dice Zamboni, se non saniamo il
terreno, mai nulla che ci arriva potrà attecchire e crescere?
sabato 11 ottobre 2014
I FACCENDIERI DELLA NEUROLOGIA FAI DA TE
Stiamo assistendo oggi a un
curioso fenomeno: uno sparuto gruppetto di faccendieri della neurologia fai da
te scrive e emette sentenze di assoluzione e condanna, prescrive cure e ne
vieta altre. Chi sono? Medici? No. Ce ne sono per tutti i gusti: il piccolo
artigiano spesso spinellato, la mantenuta di stato paranoica nullafacente, il
pensionato sessuomane frustrato per non essere un medico, un rappresentante di
associazione psicopatico con l’hobby dell’insulto e della minaccia. Solo per
citarne alcuni: bel luna park vero? Sono pochi, pochissimi ed esistono solo su
Facebook. Perché nel mondo reale non ci sono, nulla fanno e nulla hanno fatto. Alcuni
di essi sono dei traditori, sono entrati nelle nostre case, hanno condiviso
inizialmente ideali e azioni ma poi ci hanno pugnalato alle spalle nella
maniera più disonorevole che un uomo o donna possa concepire vomitando falsità
e ingiurie. Pazienza, non si finisce mai
di imparare a giudicare le persone e non si deve perdere tempo per rispondere a
tali soggetti per non immergersi nel putrido fango dove essi dimorano
sguazzando soddisfatti. Ma questo fetore non copre ciò che ci preoccupa: questi
pretendono di dare consigli medici, cercano di condizionare le scelte
terapeutiche dei pazienti spesso con soluzioni avventurose, non dimostrate
scientificamente se non tramite pubblicazioni puramente aneddotiche. Non
possono, non devono farlo. Noi facciamo solo sapere cosa ci dicono i dottori
con cui parliamo, divulghiamo le opportunità che possono avere oggi i pazienti e
nulla di più. Con la realtà di Scleroradioweb, per ora presente come canale Tv,
facciamo parlare i medici e i pazienti per sapere che hanno da dirci. Siamo
dalla parte dei dottori che hanno scoperto la Ccsvi, Paolo Zamboni, Fabrizio
Salvi e il loro Team e lo facciamo spendendo molto del nostro denaro e
moltissimo del nostro tempo senza mai ricevere nulla in cambio. Non lo facciamo
certo per una qualsivoglia sudditanza come ci ha accusato l’insultatore
psicopatico ma perché abbiamo potuto costatare la totale assenza in questi
medici di interessi di lucro privati mettendo sempre prima i pazienti e la loro
speranza per un futuro migliore. D’altra parte, se c’è da dialogare anche con
altri medici, lo facciamo volentieri quando i malati potrebbero trarne
beneficio. Noi esponiamo con grande chiarezza tutto questo e come risposta ci
accusano di essere dalla parte di chi è sempre stato dichiaratamente nostro
nemico e lo è ancora adesso: Aism. Siamo
quotidianamente osteggiati da questa associazione e dai loro luogotenenti che si muovono
agilmente nel mondo politico sanitario e purtroppo riescono a rallentare le nostre
azioni (ma non a fermarci)e recentemente abbiamo pubblicamente criticato il ripetuto invito al convegno associativo di
una associazione regionale Ccsvi del Presidente di Aism, ritenendo che un
dialogo con chi ha tradito così gravemente i pazienti non possa esserci. Resta un
po’ di amarezza, certo, potremmo mollare tutto oggi stesso. Invece i
faccendieri della neurologia fai da te ci spronano a continuare su questa
strada perché un malato, magari neo diagnosticato, non può essere lasciato solo
in questo fango.
sabato 27 settembre 2014
UN LIETO EVENTO: CCSVI NELLA SM FRIULI VENEZIA GIULIA
In tempi di vacche magre, oggi abbiamo assistito ad un lieto evento: la nascita dell'associazione Ccsvi nella Sclerosi Multipla della regione Friuli Venezia Giulia. In questi mesi abbiamo visto associazioni perdere la nomenclatura di Ccsvi nel loro nome, e questo, per quanto mi si possa spiegare, rappresenta un passo indietro. Oggi invece ne è nata un'altro col nome di Ccsvi. Bene! Certo, avremmo voluto una maggior affluenza e adesione; io e Romina, pur essendo di un'altra associazione e di un'altra regione, abbiamo desiderato esserci e partecipare per sostenere ed incoraggiare il nuovo direttivo regionale. Esorto tutti i malati del Friuli Venezia Giulia a sostenere e partecipare attivamente alle attività della loro neonata associazione che comunque, anche senza una presenza formale, in passato già aveva operato molto bene in questa regione tramite le persone che oggi la rappresentano formalmente. Abbiamo anche avuto la gradita occasione per rivedere Gisella Pandolfo, Silvia Bo e tutti gli altri presenti. Una menzione particolare va anche alla presenza dell'amico Alessandro Rasman con il suo simpaticissimo e vulcanico padre. Alessandro è veramente una colonna portante del movimento Ccsvi! Insomma, vedere oggi la nascita di una nuova realtà che si costituisce nel territorio sinceramente mi rende un pò più sereno e fiducioso nel futuro.
martedì 2 settembre 2014
LA DIETA SWANK SCONFESSATA DALLA RICERCA MEDICA?
Bene, ecco
un autorevole esempio che dimostra come una dieta non influenza il decorso
della Sclerosi Multipla. Infatti questo studio (di cui si riporta sotto il link
divulgativo) che ha sperimentato l’applicazione, tra le altre, della dieta
SWANK , porta a conclusioni così testualmente descritte: “Le evidenze raccolte dagli autori indicherebbero che soggetti con
sclerosi multipla che hanno seguito questa dieta, per periodi fino a 34 anni,
hanno mostrato un rischio di decesso tre volte minore di quello di chi non
aveva seguito fedelmente quelle indicazioni dietetiche” quindi positivo per
la salute in generale ma nulla per la sclerosi multipla (di cui sappiamo bene
che non si muore); ancora si legge: “per completezza
di trattazione dell’argomento, si aggiunge che una metanalisi, cioè un’analisi
che combinava i risultati di diverse ricerche, pubblicata nel 2012 da autori
italiani, ha concluso che nessuna componente alimentare o supplemento
nutrizionale ha dimostrato di influenzare l’evoluzione della sclerosi multipla.
Solo all’assunzione di acidi grassi omega-6 si è associata una tendenza alla
riduzione della frequenza delle recidive, ma senza un’evidenza statisticamente
significativa”.
Quindi al
momento esiste solo un beneficio generale per tutti, facilmente comprensibile,
nell’attuare una dieta bilanciata ma nulla c’entra col decorso della Sclerosi
Multipla. Purtroppo la dieta Swank ad oggi non ha alcun fondamento scientifico
come possibile terapia per la Sclerosi Multipla.
martedì 26 agosto 2014
SMENTIAMO L'ANONIMO FAKE
Il ricco anonimo fake pensionato che si
nasconde codardamente sotto la maschera di Achille Daga, continua a dimostrare
la sua incapacità ad informare correttamente. La cosa è triste e non perderò
altro tempo in futuro, ma la nota da lui scritta (vedete il link sotto)
contiene una lunga serie di falsità, travisamenti e imprecisioni. Il tutto è
nato sulla questione del post altisonante e allarmistico dell’anonimo fake Daga sul
da lui presunto (ma in realtà inesistente) effetto rebound dell’Interferone e
del Copaxone: di niente altro si discuteva.
Tutte le frasi da me riportate qui sotto direttamente dal suo
post, sarebbero secondo lui la prova del nostro essere “codardi, bugiardi e
infami” ; addirittura! Vediamole.
1)
Mio commento: Pienamente d’accordo, infatti non sono a favore dei farmaci. Ma Salvi si riferiva agli anticorpi monclonali (Tysabri, Fingolimod ecc) e non a Interferone e Copaxone che utilizza e prescrive ai pazienti se è il caso. E’ evidente che l’anonimo fake autore non conosce il pensiero del Dott Salvi e non si è preoccupato di andare a vedere i numerosi video dei convegni. Meglio tornare a scuola vero?
2)
1)
Mio commento: Pienamente d’accordo, infatti non sono a favore dei farmaci. Ma Salvi si riferiva agli anticorpi monclonali (Tysabri, Fingolimod ecc) e non a Interferone e Copaxone che utilizza e prescrive ai pazienti se è il caso. E’ evidente che l’anonimo fake autore non conosce il pensiero del Dott Salvi e non si è preoccupato di andare a vedere i numerosi video dei convegni. Meglio tornare a scuola vero?
2)
Mio commento: Questo
è un “problema” del Dottor Calabrese e il fatto che abbia conflitti di
interesse e sia scettico sulla teoria della Ccsvi non obnubila la sua capacità
professionale di rispondere ad un preciso quesito da noi rivoltogli su un
farmaco da molto in uso con la sclerosi multipla. O dobbiamo pensare sia meglio
fidarci della competenza di un anonimo fake pensionato non laureato in medicina?
3)
Cosa dice
questo studio (Google translator): “Statistiche
riassuntive: Rapporti di COPAXONE che hanno causato effetto rebound: 15 -
Rapporti di qualsiasi effetto collaterale di COPAXONE: 7873
Percentuale di pazienti Copaxone cui effetto rebound è un effetto collaterale segnalato: 0,19052457767052%”.
Percentuale di pazienti Copaxone cui effetto rebound è un effetto collaterale segnalato: 0,19052457767052%”.
Mio
commento: praticamente non dice nulla, essendo poi una meta analisi e non uno
studio controllato.
4)
Cosa dice
questo studio (Google translator): “Questo interessante studio ha seguito una coorte di pazienti
con SM che hanno avuto una buona risposta alla terapia con interferone beta
dopo la sospensione della terapia. In totale 43 pazienti che hanno interrotto
il trattamento dopo circa 2 anni di trattamento sono stati seguiti per una
media di 34 mesi. Durante il periodo di osservazione 28 pazienti (65.1%) hanno
sperimentato recidive gravi. Di questi, 16 pazienti (57,2%) ha avuto una
ricaduta, 9 (32,1%) ha avuto due ricadute, e 3 (10,7%) ha avuto tre ricadute.Sebbene lo studio non era controllato gli autori
suggeriscono che i risultati indicano che i pazienti con SM con elevata
attività di pre-trattamento e una buona risposta alla terapia con interferone
beta dovrebbero rimanere in trattamento, e che la sospensione di questa terapia
non dovrebbero essere raccomandati .”
Mio commento: non c’entra nulla l’effetto rebound, si dice invece
che i pazienti che hanno trovato giovamento con l’interferone dovrebbero
continuarlo perché se smettono, la malattia riprende il suo cammino. Sig fake Daga,
nemmeno io so bene l’inglese ma utilizzi i traduttori oppure devo pensare che
ha bisogno anche di un Google Translator italiano-italiano? Mi sa di si.
5)
Cosa dice questo comunicato: “L'Agenzia Italiana del Farmaco rende disponibili
nuove e importanti informazioni sull'uso dei medicinali a base di interferone
beta utilizzati nel trattamento della sclerosi multipla.Sono stati segnalati
casi di microangiopatia trombotica (TMA), compresi casi fatali, durante il
trattamento della sclerosi multipla con prodotti a base di interferone-beta. La
maggior parte dei casi di TMA si è manifestata come porpora trombotica
trombocitopenica o sindrome emolitico uremica.Sia la TMA che la sindrome nefrosica
possono insorgere da diverse settimane a diversi anni dopo l’inizio del
trattamento con interferone-beta.
Mio commento: è la rilevazione di un nuovo effetto collaterale
possibile, molto raro e naturalmente viene evidenziato a beneficio dei medici e
dei pazienti. Cosa c’entra sulla questione dell’effetto rebound? Nulla.
6)
Cosa
dice questo comunicato: “In data 8 Agosto 2014 l’Agenzia
ha diffuso a tutti gli Stati Membri un Rapid Alert attraverso il quale è stato
chiesto alle autorità competenti di ritirare dal mercato i farmaci indicati
nella lista “prodotti coinvolti in traffici illegali” (Aggiornamento 14
Agosto 2014) allegata alla segnalazione diramata, nella quale sono
riportati i nomi commerciali (e relativi dati) di oltre 60 prodotti oggetto di
transazioni illegali. Non sono attualmente emerse problematiche rispetto ai
medesimi prodotti commercializzati sul territorio nazionale, anche laddove
riportino il medesimo numero di lotto di quelli contenti nella lista.”
Mio commento: anche
qui che c’entra l’effetto rebound? Nulla. Per giunta, siamo in realtà più
tranquilli perché secondo l’Aifa in Italia non ci sono rischi per i farmaci
legati a traffico illegale. Bene! Vedo che l’anonimo fake vendicatore mascherato non
manca l’occasione per ……..far ridere a crepapelle!
CONCLUSIONI
Qui è evidente che siamo di fronte al
nulla, come nulla è il nome Achille e il cognome Daga che sono nomignoli di
fantasia scelti per nascondere la vera identità. Ho scritto questo, e sarà
l’ultima volta che perderò tempo, per evidenziare la pericolosità di questo
soggetto, che dietro l’anonimato propina in continuazione notizie false,
travisate, mai lette (da lui), proponendo solo i titoli e adattandone il
significato a suo piacere. Probabilmente sconta una delusione per non essere
medico e questo ci dispiace. Consigliamo una buona università per la terza età,
ce ne sono. Per tutti gli altri: per quanto mi riguarda continuate pure a leggere e a credere in chi volete, la pelle è vostra!
LINK: NOTA DI ACHILLE DAGA
venerdì 22 agosto 2014
NON AFFIDIAMOCI AI SALTIMBANCHI
Eh
no, non si fa così. Le notizie errate non sono mai belle soprattutto quando
possono colpire e disorientare chi purtroppo ha appena intrapreso il suo
cammino con la sclerosi multipla. Nei giorni scorsi è apparsa su Facebook la
notizia che tutti i farmaci in uso per questa malattia, inclusi gli interferoni
e il Copaxone, manifesterebbero l’effetto “rebound”, in parole povere un
ritorno prepotente della Sm, al momento
della interruzione della loro somministrazione. Va bene avere tutta la
perplessità sull’utilizzo e l’utilità di tali farmaci, ma dire questo è
sostenere una falsità e questo porta confusione e depressione ai pazienti che
sentono notizie contrastanti e non sanno più che fare. Abbiamo consultato un prestigioso neurologo,
il Dottor Massimilano Calabrese,
il quale testualmente
ci dice che per gli Interferoni e il Copaxone
“no non c’è alcun
effetto rebound. Ovviamente dopo alcuni mesi la malattia riprende il suo corso,
quindi è capitato che pazienti che stavano bene da 4-5 anni ed a cui quindi
abbiamo deciso di sospendere il farmaco abbiano poi presentato nuove lesioni.
Ma questo mi sembra quasi scontato”. Per
il Tysabri invece sappiamo che questo è possibile purtroppo. Quindi ai pazienti
che hanno deciso di percorrere tale strada, che comunque sapete non essere
quella che noi prediligiamo, potremmo dire di stare tranquilli su questo
aspetto e di affidarsi sempre e comunque a medici professionisti e non, appunto,
a saltimbanchi improvvisati con l’hobby della neurologia.
Non c’è bisogno di specificare che io,
Mario Fantasia, Romina Finesso e altri, non essendo medici non ci permettiamo
certo di consigliare o sconsigliare una terapia piuttosto che un’altra ma
cerchiamo di fornire a tutti i pazienti neo diagnosticati e non, una
informazione netta, schietta e onesta.
giovedì 7 agosto 2014
SFRUTTIAMOLA QUESTA ECCELLENZA!
Fantastico! Il Team di Zamboni è sempre avanti. E poi qualcuno dice che è tutto fermo, che bisogna pendere altre strade. Questo è un passo da gigante, rendiamocene conto. E' come avere un nuovo potentissimo telescopio per osservare un nuovo pianeta. Siamo stati mesi fa a Cona durante l'incontro tra l'equipe di Ferrara e il professor Mark Haacke, fisico della Wayne State University di Detroit. Sebbene parlassero tutti in Inglese abbiamo capito che la collaborazione sarebbe stata fondamentale. E così è. Leggete l'articolo.
http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2014/08/05/news/rischiamo-di-non-sfruttare-un-eccellenza-1.9717277?ref=search
mercoledì 6 agosto 2014
TRE PUNTI E TRE CONCLUSIONI
PRIMO PUNTO:
Questa si chiama RICERCA della conferma scientifica della correlazione tra Ccsvi e Sclerosi Multipla.
Tutto il suo discorso esprime la volontà di DIMOSTRARE LA CORRELAZIONE; secondo lui, ci sono “prove inconfutabili”. (ma questo lo dovrà confermare Brave Dreams).
Fonte: Salvi a Cortina 2014
CONCLUSIONI:
Le esatte parole di Zamboni a Cortina (vedete il video): “ABBIAMO
LA VERITA’ IN MANO SIGNORI, NON C’E’ DUBBIO, QUI NON C’E’ PIU’ INTERPRETAZIONE.
QUESTA E’ MICROSCOPIA ELETTRONICA CHE E’ LA BASE DELLA PATOLOGIA, LA BASE
DELL’ISTOLOGIA PATOLOGICA, E’ QUELLO CHE GUIDA IL MEDICO. Noi abbiamo un’unica
base per fare i medici che è l’anatomia e l’istologia patologica. Quando
l’integrità anatomica viene lesa, fino anche a quella cellulare come in questo
caso qua, io ho una PATOLOGIA. Non è neanche una condizione di Ccsvi, è una
patologia, perché qui abbiamo una patologia per la cellula endoteliale; non è
un quadro doppler, non è neanche un quadro flebografico, è una malattia da
sola, vascolare. Anche a Ginevra ci dicono - guardate che il collagene dentro è
diverso, la cellula endoteliale è diversa.”
Questa si chiama identificazione nosologica di una
patologia, bene.
SECONDO PUNTO:
Lo studio Brave Dreams si sta occupando di verificare “Efficacy
and safety of venous angioplasty of the extracranial veins for multiple
sclerosis” cioè L’EFFICACIA E LA SICUREZZA DELLA PTA NEI MALATI DI SCLEROSI
MULTIPLA.
Questa si chiama RICERCA della conferma scientifica della correlazione tra Ccsvi e Sclerosi Multipla.
TERZO PUNTO:
Guardiamo l’intervento del Dott Salvi a a Cortina: “l’ipotesi vascolare
della Sclerosi Multipla”; “Non ho mai visto tanta gente avvelenata che colpisce
personalmente una ricerca, non l’ho mai visto in nessuna patologia….il canto
del cigno? Ma come, vedrete cosa tireremo fuori…abbiamo appena iniziato…..la
neurologia mondiale si è venduta…..la prima volta al mondo che si chiede di
sospendere una ricerca, l’ultimo articolo in tal senso si trova in un
librettino molto vicino alla Serono…..con uno studio su 9 pazienti decidono che
non si deve continuare….a noi ne chiedono di farne 350…”.Tutto il suo discorso esprime la volontà di DIMOSTRARE LA CORRELAZIONE; secondo lui, ci sono “prove inconfutabili”. (ma questo lo dovrà confermare Brave Dreams).
Fonte: Salvi a Cortina 2014
CONCLUSIONI:
1)Innanzitutto, è evidente ciò di cui sono assolutamente
convinti i nostri dottori, lo devono però dimostrare con uno studio
randomizzato, in doppio cieco, e a gruppi paralleli.
2)E’ corretta la strategia di far considerare la Ccsvi come
patologia con una propria identità specifica per poter ottenere più velocemente
l’inserimento nei LEA.
3) Infine, chi già oggi sostiene che Ccsvi e Sclerosi
Multipla non sono correlate, si pone in contrapposizione con lo studio che
tende a dimostrare questo: Brave Dreams. Lo dica chiaramente così togliamo l'abito di "guerriero" a chi non lo è più.
DOBBIAMO LASCIAR PERDERE?
Mi dicono di lasciar perdere, che
non ne vale la pena. Forse hanno ragione. Ma non posso resistere nello scrivere
un mio pensiero in una forma astratta, la mia preferita, che però forti legami
possiede con la attuale situazione di cui ci occupiamo quotidianamente. Se ne
sentono di tutti i colori, si viaggia veloci e non si perde il suono delle
parole che si vorrebbero dimenticare, esse ci raggiungono chiare lo stesso e
questo ci piace poco, avremmo voglia di dimenticarle o, come un ex amico mi
ricorda, alla fine basta fingere che non esisti, non ascoltarti, non leggerti
più. Così scompari, sei il nulla per qualcuno e non sai se significhi qualcosa
per altri, perché questi non parlano, stanno muti davanti al ciglio e non sanno
se guardare sotto per paura di vedere ciò che non vogliono. Ma tant’è; allora
rallentiamo, e ascoltiamo meglio queste voci che adesso ci appaiono tanto
scellerate, voci di tradimento quasi, voci che significano un non voler più
credere in ciò che un tempo avevi visto come una luce nel buio; e te lo fanno
capire nel modo più altisonante e nascosto che ci possa essere, te lo gridano
nel muso ma in modo che assolutamente pochi di noi possano veramente sentirlo
ma i molti che contano possano correre festosi all’appello col portafoglio in
mano. E allora la giostra della vita che gira vorticosa anche qui, adesso
sembra più spenta che mai, proprio ora che le luci dovrebbero essere più forti
di sempre; invece si stanno spegnendo e mi guardo attorno ma non vedo altri prodi
tedofori e non vedo chi si alza e resta sgomento di questo. Vedo indifferenza
ed una nebbia lontana che se arriverà potrà distruggere forse quanto fatto fin
qui da alcuni. Non permettiamolo, diamoci una scrollata, facciamo uscire ciò
che abbiamo dentro, manifestiamo, a parole, ciò che sappiamo e che ci turba,
non permettiamo ai saltimbanchi di minacciare inesistenti rivelazioni,
impediamo alla bugia e all’infamia di spadroneggiare. Perché se queste vincono
anche solo sulla rete, potranno vincere anche nel reale mondo dell’ipocrisia
che è il nostro mondo oggi. Si, anche il nostro piccolo mondo qui sulla rete,
piccolo ma sufficiente per farci sentire di lontano lo sfumato sapore della
realtà.
“E le fiamme dei tripodi si
spensero. E l'Oscurità, la Decomposizione e la Morte rossa regnarono
indisturbate su tutto” (E.A.Poe)
domenica 3 agosto 2014
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE RECCIA DI CCSVI NELLA SM ONLUS
Sapete già come la penso: anche se sono di un'altra associazione (Fondazione SMuovilavita), penso che sia doveroso sostenere l'unica associazione nazionale che abbiamo che si occupa di Ccsvi e Sclerosi Multipla.
Ritengo quindi molto utile e interessante evidenziare alcuni passaggi della comunicazione di Gabriele Reccia, nuovo Presidente dell’associazione nazionale Ccsvi nella Sm.
Iniziamo: “E’ stata inviata ufficiale richiesta
di incontro alla segretaria della Ministra della Salute Lorenzin. Alla ministra
chiederemo il riconoscimento della CCSVI come patologia a se stante e il suo
inserimento nei LEA”
Ritengo questo colloquio
fondamentale e qualora fosse propedeutico ad azioni positive del ministero nel
senso a noi favorevole, sarebbe straordinario per la Ccsvi e il suo trattamento
nel servizio sanitario nazionale: un incontro fruttuoso con tale interlocutore
vale più di dieci convegni fatti in giro per l’Italia. L’ultimo studio sulle
cellule endoteliali fornisce uno strumento scientifico importante per questo. A
tal proposito ascoltate la videoregistrazione in due parti fatta a Cortina in
occasione dell’intervento del Prof
Zamboni;
lo trovate su Scleroradioweb tv (http://scleroradioweb.blogspot.it/2014/07/zamboni-cortina-2014.html) in attesa che la Fondazione Il Bene pubblichi il video dell’intero convegno.
lo trovate su Scleroradioweb tv (http://scleroradioweb.blogspot.it/2014/07/zamboni-cortina-2014.html) in attesa che la Fondazione Il Bene pubblichi il video dell’intero convegno.
Riguardo al tema delle
associazioni Regionali: molto bene il rinnovato impegno e rafforzamento delle sezioni
territoriali, ma oltre a consolidare le associazioni attive, si dovrebbe fare
uno sforzo per aprire una sezione in Sicilia, visto che ora è orfana di una
associazione che segua l’idea del Prof Zamboni e lo stesso si dovrebbe fare in
Calabria: basta guardare il brillante risultato raggiunto in Lombardia con le
nuove associazioni regionali . La bandiera della Ccsvi non va fatta cadere!
Per completezza cito i progetti
annunciati, ambiziosi e speriamo che vengano tutti realizzati:
- Diagnostica, per la nascita di
diversi centri diagnostici nel pubblico
- Assistenza, per fornire servizi e assistenza agli associati
- Comunicazione e divulgazione, per reperire fondi e fare conoscere sempre di più l'associazione
- Formazione per volontari
- Sussidio per giovani ricercatori
Ringrazio il Presidente Reccia al quale auguro buon lavoro col proposito, che ritengo di poter estendere anche da parte di SMuovilavita di cui mi onoro essere il Vice Presidente, di una fruttuosa collaborazione assieme considerata la tradizionale vicinanza tra le nostre associazioni.
- Assistenza, per fornire servizi e assistenza agli associati
- Comunicazione e divulgazione, per reperire fondi e fare conoscere sempre di più l'associazione
- Formazione per volontari
- Sussidio per giovani ricercatori
Ringrazio il Presidente Reccia al quale auguro buon lavoro col proposito, che ritengo di poter estendere anche da parte di SMuovilavita di cui mi onoro essere il Vice Presidente, di una fruttuosa collaborazione assieme considerata la tradizionale vicinanza tra le nostre associazioni.
Un saluto da parte mia.
https://www.facebook.com/ccsvi.nella.sclerosi.multipla.onlus/posts/897957666900255
https://www.facebook.com/ccsvi.nella.sclerosi.multipla.onlus/posts/897957666900255
martedì 29 luglio 2014
UN PASSAGGIO PREOCCUPANTE
La cosa che deve preoccupare molto, e su cui invito a pensare, è che nel giro di poco tempo, per i motivi più diversi, o forse non tanto diversi, due associazioni (Ccsvi nella sm Calabria e Aic) hanno deciso di togliere dal loro nome sociale la sigla CCSVI: la prima diventa "Liberi nella SM" e la seconda "Associazione M. Scibilia per la Sm". Questo lo trovo sintomatico e molto preoccupante. Proprio ora che si deve quanto mai fare quadrato attorno al Team di studio di Zamboni! Proprio ora che c'è un momento di silenzio e noi sappiamo essere un silenzio mediatico ma non un vuoto di studio e ricerca, un passaggio delicato. Scelta legittima, la libertà di decisione in questo deve essere sacrosanta per tutti, ma sicuramente un passo indietro a mio giudizio, visto che queste associazioni erano nate esclusivamente per seguire e sostenere l'ipotesi vascolare della Sm. La Ccsvi non attira più? La Sclerosi Multipla è il vecchio jolly su cui puntare per avere il tutto esaurito? Vogliono forse avere mano libera anche su terapie "new age", oggi tanto di moda, che di scientifico volgono molto meno della Ccsvi ma che forse possono fare numeri? Le mie sono solo domande, non sono accuse. Non dico altro per ora, devo riflettere. Dobbiamo riflettere.Tante sono le domande e tanti i dubbi. Ma ci sono anche alcune certezze. Ne discuteremo ancora.
L'IPOTESI VASCOLARE, STREPITOSO COMMENTO SCIENTIFICO DEL DOTT BIZZARRI (IL SOLE 24 ORE)
Oggi sono proprio tranquillo; si, perché lascio parlare un dottore, Mariano Bizzarri, lascio sia lui ad affermare tranquillamente questo, nel Sole 24 Ore, si badi bene, non in qualche blog veganista o qualche sito, pur stimabile, dedicato alle casalinghe: "E' noto che da anni, con grande ingegno e in mezzo a impervie difficoltà (tra cui, non ultima, l'ostilità preconcetta di alcuni colleghi), Zamboni sta accumulando prove sempre più convincenti che attestano il nesso tra patologia venosa e lesioni degenerative del sistema nervoso". Ma dai! sul serio? Che il nesso tra le patologie sia un elemento sempre più evidente è chiaro; che questo sia vero o falso solo lo studio Brave Dreams lo potrà dire, che questo studio vada quindi protetto e spinto è elemento strategico se ci stanno a cuore i destini futuri dei malati di sclerosi multipla, che molti, non solo i colleghi del mondo neurologico, stiano remando contro è evidente ed infine che l'obiettivo più vicino da raggiungere sia l'introduzione della Ccsvi nei LEA come patologia con una identità nosologica è altrettanto vero. Questa la funzione dell'ultimo studio di cui qui si parla, “Ultrastructure of internal jugular vein defective valves: mancanza di cellule endoteliali negli ostacoli endoluminali della vena giugulare interna, un'ulteriore anomalia riscontrata in corso di Ccsvi”. Comunque leggete l'articolo e che un brivido vi colga: il Dott. Bizzarri parla come facevate voi qualche anno fa, senza alcuna paura o timore indotto da dilettanti allo sbaraglio dell'associazionismo di professione alla deriva verso nuovi allettanti lidi.
Buona lettura.
venerdì 25 luglio 2014
MA QUANTO SONO BRAVI CON LA MATEMATICA
Leggo la notizia riguardo
all'ultimo test di biologia molecolare eseguito a Brescia che permette di
ottenere informazioni sul rischio di peggioramento clinico dei pazienti con
sclerosi multipla in trattamento con interferone beta; con questo esame si cerca
insomma un biomarcatore di attività del farmaco. In caso di inattività, si
termina o si cambia terapia. Bene, utile. Riporto anche testualmente l'ultimo
capoverso dell'articolo: "Il costo dell’esame per il Sistema Sanitario è
così esiguo rispetto a quello della terapia con interferone beta che è stato
stimato, tramite un semplice modello matematico, che già il rilievo di perdita
di efficacia della terapia nel 10-15% dei pazienti, porterebbe a un risparmio
per la sanità pubblica decisamente superiore ai costi sostenuti per eseguire
l’esame." Però, bravi; considerando gli ultimi 4/5 anni credevo che la
matematica o la statistica non fosse di casa in ambito sanitario ministeriale.
Applichiamo un semplice modello matematico anche alla Ccsvi? Farei presente che
spingere l'utilizzo di una terapia (PTA) per trattare la Sclerosi Multipla, che
potrebbe avere successo anche nel 30/40% dei malati, forse porterebbe un
notevolissimo risparmio per la sanità pubblica considerando l'esiguo costo
dell'intervento, costo ben differente da quello applicato dalle cliniche
private (chi l'ha detto che tutti i medici interventisti devono girare in
Ferrari?). Sbaglio?
ARTICOLO DI "QUIBRESCIA.IT" SUL TEST DELL'INTERFERONE
mercoledì 23 luglio 2014
LA SCIENZA VA DIFFUSA IN MODO GIUSTO
“La scienza va diffusa in modo
giusto”. Ovvietà? Forse, ma come a volte accade, l’ovvietà racchiude la
semplicità della verità. La frase è del Prof Zamboni ed è stata pronunciata nel
convegno di Cortina di cui sotto vi anticipo un brevissimo significativo frammento (cliccate sul link). Aspettiamo la pubblicazione integrale dei video da
parte della Fondazione Il Bene, sarà molto interessante per tutti. Ma non posso
esimermi dal scrivere questo articolo adesso, perché in questi giorni leggo ancora molti
commenti relativi allo studio “Ultrastructure
of internal jugular vein defective valves: mancanza di cellule endoteliali
negli ostacoli endoluminali della vena giugulare interna, un'ulteriore anomalia
riscontrata in corso di Ccsvi” e
su quanto sarebbe poi emerso dal convegno di Cortina. A mio giudizio si
continua a travisare tutto. Parliamoci chiaro: l’aver strettamente legato la Ccsvi
con la Sclerosi Multipla è il principale motivo per cui oggi stiamo discutendo
di questo, per
cui oggi ci sono diverse associazioni di pazienti che seguono questa patologia
e, infine, per cui nel mondo si sta studiando e si studierà in futuro questa
malattia. Se non ci fosse stato il richiamo della SM nemmeno ci saremmo accorti
di questa patologia venosa. Certamente il rischio era conseguente, la reazione
del mondo neurologico; rischio prevedibile ma necessario. Una ferita che non
poteva che essere aperta ma che già oggi si inizia faticosamente, molto, a ricucire
e di questo ne sono consapevoli coloro che operano sul campo e non coloro che
stanno sempre dietro ad un computer: scripta manent. C’è da dire poi che un serio ricercatore non
può mentire riguardo a quello che sta studiando: il Prof Zamboni non ha
scoperto la Ccsvi e basta, l’ha scoperta studiandola in pazienti con la SM. Non
avrebbe potuto agire diversamente e non credo avrebbe voluto farlo. Oggi non c’è
un nuovo corso. Chi ieri sosteneva la separazione tra le due patologie ha
torto, e molto. Oggi, casomai, c’è una nuova strategia, la separazione può essere
usata in modo puramente “utilitaristico” per accelerare l’inclusione della
Ccsvi nei LEA, ma questo è un altro discorso. Il senso vero dello studio sopra
citato, e il significato reale di ciò che è stato detto a Cortina, io ero presente,
è stato il ribadire con “prove alla mano”, cioè con immagini al microscopio
elettronico a scansione, ciò che era stato già sancito dalla UIP (Unione
Internazionale di Flebologia) nel 2009 a Montecarlo e nel 2013 a Boston: cioè
solo e semplicemente che la Ccsvi è una patologia con una precisa identità
nosologica. Punto. Nessuno ha mai detto che non ha correlazione con la Sclerosi
Multipla e su questo Paolo Zamboni è stato molto chiaro ed esplicito. Se poi
andiamo ad ascoltare l’intervento del Dottor Salvi ci accorgiamo che il
significato di tutto ciò che dice non è stato altro che una forte e convinta perorazione
dell’ipotesi vascolare della SM, titolo del suo monologo a Cortina. Quindi
coloro che quotidianamente celebrano il funerale della insufficienza venosa e
del suo trattamento per i pazienti malati di SM la smettano di scriverlo
ovunque, oppure continuino a farlo ma tolgano dalla loro bandiera quel nome:
Ccsvi. Oggi, quanto mai, abbiamo bisogno di chiarezza e di contarci bene per poter
fare efficacemente le tante cose necessarie per conseguire gli obiettivi che ci eravamo
posti; che qui non ripeto perché ormai dovreste tutti conoscerli.
lunedì 14 luglio 2014
CORTINA 2014
L’evento Verticale e solidale svoltosi a Cortina il 12 e il 13 Luglio 2014 ha visto il consueto spettacolo delle dolomiti Ampezzane coinvolgere tutti i presenti, moltissimi, in un evento ricco di momenti leggeri e momenti scientifici sempre di altissimo livello.
La prima giornata, con la salita alle cinque torri, ha visto il consueto entusiasmo di tutti purtroppo bruscamente interrotto dalla tragica notizia della morte di Annamaria Fabbri; nel pomeriggio, dopo una messa organizzata in una sala dell’Hotel Argentina, gli organizzatori hanno deciso di continuare il programma delle giornate, seppur in tono minore, pensando di onorare in questo modo la volontà di Annamaria che, sono certi, così avrebbe desiderato.
La domenica mattina giunge il momento del convegno scientifico. Presenti il Prof Paolo Zamboni, il Dott. Fabrizio Salvi, il Dott. Filippo Martone e il Prof Carlo Agostini. Assente all’ultimo momento il Prof. Veroux per un importante problema personale. In questo mio brevissimo resoconto accenno velocemente quanto ascoltato dai Dott.ri Martone e Agostini per concentrarmi maggiormente sugli interventi di Zamboni e Salvi. Ovviamente chiedo venia ai lettori per le imprecisioni e le omissioni: tutto il convegno è stato videoripreso e sarà presto disponibile per tutti la registrazione.
Il Dott Martone ha spiegato la situazione che esiste oggi riguardo ad una malattia rara: la sarcoidosi. Ha spiegato che non è ancora riconosciuta nei lea ed è pure di difficile diagnosi; gli esami di controllo annuali necessari ai malati sono poi a loro pieno carico. La sarcoidosi è una malattia rara che interessa la Fondazione Il Bene ed è veramente positivo il fatto che si instauri una collaborazione, un filo diretto, con l’Associazione Nazionale per la ricerca e l’assistenza integrata alla Sarcoidosi di cui il Dott. Martone è Presidente. Il Prof. Carlo Agostini, immunologo, ci illustra le caratteristiche fondamentali della malattia: nel 90% dei casi interessa gli organi intratoracici determinando ingrandimento dei linfonodi mediastinici, associato o meno a coinvolgimento del tessuto polmonare. Nel 25% dei casi interessa la cute con manifestazioni che variano dall’eritema nodoso (noduli dolenti ed arrossati nelle gambe) a placche o nodulazioni che spesso si instaurano a livello di cicatrici. L’interessamento oculare (25%) determina uveite anteriore o posteriore, quest’ultima più severa con possibile grave compromissione della vista. Più raro è il coinvolgimento del sistema nervoso (5% dei casi) che spesso determina paresi del nervo facciale. Vengono poi delineate le possibili cause (ignote), le forme (alcune acute che si risolvono anche spontaneamente altre purtroppo in forma cronica) e le possibili terapie (prevalentemente farmaci immunosopressori).
Arriva il momento del Prof Paolo Zamboni.
Il suo intervento si intitola: La cellula endoteliale: il pezzo mancante? Quest’anno viene approfondito il recente studio (“Ultrastructure of internal jugular vein defective valves”: mancanza di cellule endoteliali negli ostacoli endoluminali della vena giugulare interna, un'ulteriore anomalia riscontrata in corso di Ccsvi) che ha suscitato alcune polemiche ed è stato oggetto di fraintendimento. Lo studio sostanzialmente ci dimostra che la Ccsvi è una condizione patologica di un distretto venoso ben preciso, una patologia focale che riguarda solamente le vene in un determinato spazio ed è caratterizzata, a livello dei tessuti venosi coinvolti, da una modificazione sostanziale dell’endotelio o addirittura dalla mancanza totale dello stesso. A volte l’origine è sicuramente trunculare (valvole, setti, membrane) altre volte potrebbe anche delinearsi una precedente condizione patologica che poi ha generato il difetto venoso. Certamente non è successiva e dipendente dalla Sclerosi Multipla. Lo studio ci spiega che l’endotelio è una componente essenziale delle vene, costituisce il “pavimento” che determina il corretto fluire del sangue e l’isolamento stesso della vena. Per la prima volta con questo studio, il microscopio elettronico a scansione, ingrandendo fino a 15.000 volte ha visto nella realtà lo stato patologico delle vene giugulari in tutti i pazienti con Ccsvi che non si trova nei controlli sani; addirittura altri distretti venosi di questi pazienti affetti da Ccsvi non presentano questo stato patologico dell’endotelio che si presenta con immagini veramente alterate, comprensibili anche a noi che non siamo dottori, solo nel distretto delle giugulari. Tutto questo per dire che ora la Ccsvi ha una precisa identità patologica non vista da un semplice eco doppler operatore dipendente, non interpretata da immagini suggestive e variamente interpretabili ma repertata scientificamente con metodo anatomopatologico e quindi assolutamente non smentibile: le numerose opinioni recenti negative che vogliono vedere una sconfitta, una smentita della Ccsvi sono solo opinioni non basate su fatti. Da tutto questo risulta che è necessario ritenere basilare il fatto di far introdurre nei LEA la patologia Ccsvi indipendentemente dalla Sclerosi Multipla. Ma si badi bene, il Professore mai ha detto che non c’è un legame tra questa o altre patologie neurodegenerative: per la sclerosi multipla se ne sta occupando e se ne occuperà lo studio Brave Dreams che Zamboni ritiene importantissimo, strategico ed essenziale per il futuro dei malati di sm: il suo accorato appello finale per sostenere, accompagnare, incentivare se possibile, Brave Dreams è apparso quanto mai convinto e urgente. Per finire, ad una nostra domanda riguardo la terapia della Ccsvi, in risposta ad alcuni che stanno già celebrando il funerale della Pta, il Professore risponde che non è vero: come hanno sempre detto fin dall’inizio, la Pta risponde per molti pazienti ma non per tutti e già oggi loro sanno molto di più su questo; la terapia sarà sempre più personalizzata ma l’angioplastica avrà ancora un ruolo principe.
Per finire interviene il Dott. Fabrizio Salvi.
Il Dottore inizia con un appello, chiedendo a tutti e a tutte le associazioni di difendere la possibilità di ricerca e di studio dai sempre più frequenti attacchi che sempre più spesso si verificano, non ultimo il recente furto di un computer utilizzato in Brave Dreams. Il titolo del suo intervento è: L’ipotesi vascolare della Sclerosi Multipla. Viene ripercorsa la lunga storia di ipotesi fatte e di dati che in tutti questi anni sono stati dimenticati o volutamente persi. Oggi cercano di creare molta confusione sulla loro ricerca, e questo non è bello. Ora delinea le prove più importanti: con l’utilizzo di magneti 7 tesla si trovano sempre placche con al centro una vena, sono tutte così, il 100%. Oggi l’ultima scoperta è la centralità della perfusione celebrale e la sua importanza: è stato visto che una condizione di ipoperfusione anticipa la ricaduta di malattia; conseguentemente è essenziale capire la cascata di eventi che si verificano quando abbiamo una situazione di Ccsvi: questa porta una ipoperfusione (una situazione di diminuita irrorazione del sangue nel e dal cervello) che può costituire un danno cronico (forme progressive di malattia) o uno scompenso perfusionale acuto e attivazione del sistema immunitario (riacutizzazione di malattia). Viene poi affrontato lo spinoso problema del rapporto dei medici con le case farmaceutiche spiegando alcuni passi del lavoro di Carl Elliott “Relationships between physicians and Pharma”: perché i medici non dovrebbero accettare soldi dalle case farmaceutiche. Il Dottor Salvi ci spiega poi che il loro team sta andando avanti con decisione nello studio e nella sperimentazione e anticipa che potrebbero essere individuati anche dei farmaci per aiutare la perfusione celebrale.
La prima giornata, con la salita alle cinque torri, ha visto il consueto entusiasmo di tutti purtroppo bruscamente interrotto dalla tragica notizia della morte di Annamaria Fabbri; nel pomeriggio, dopo una messa organizzata in una sala dell’Hotel Argentina, gli organizzatori hanno deciso di continuare il programma delle giornate, seppur in tono minore, pensando di onorare in questo modo la volontà di Annamaria che, sono certi, così avrebbe desiderato.
La domenica mattina giunge il momento del convegno scientifico. Presenti il Prof Paolo Zamboni, il Dott. Fabrizio Salvi, il Dott. Filippo Martone e il Prof Carlo Agostini. Assente all’ultimo momento il Prof. Veroux per un importante problema personale. In questo mio brevissimo resoconto accenno velocemente quanto ascoltato dai Dott.ri Martone e Agostini per concentrarmi maggiormente sugli interventi di Zamboni e Salvi. Ovviamente chiedo venia ai lettori per le imprecisioni e le omissioni: tutto il convegno è stato videoripreso e sarà presto disponibile per tutti la registrazione.
Il Dott Martone ha spiegato la situazione che esiste oggi riguardo ad una malattia rara: la sarcoidosi. Ha spiegato che non è ancora riconosciuta nei lea ed è pure di difficile diagnosi; gli esami di controllo annuali necessari ai malati sono poi a loro pieno carico. La sarcoidosi è una malattia rara che interessa la Fondazione Il Bene ed è veramente positivo il fatto che si instauri una collaborazione, un filo diretto, con l’Associazione Nazionale per la ricerca e l’assistenza integrata alla Sarcoidosi di cui il Dott. Martone è Presidente. Il Prof. Carlo Agostini, immunologo, ci illustra le caratteristiche fondamentali della malattia: nel 90% dei casi interessa gli organi intratoracici determinando ingrandimento dei linfonodi mediastinici, associato o meno a coinvolgimento del tessuto polmonare. Nel 25% dei casi interessa la cute con manifestazioni che variano dall’eritema nodoso (noduli dolenti ed arrossati nelle gambe) a placche o nodulazioni che spesso si instaurano a livello di cicatrici. L’interessamento oculare (25%) determina uveite anteriore o posteriore, quest’ultima più severa con possibile grave compromissione della vista. Più raro è il coinvolgimento del sistema nervoso (5% dei casi) che spesso determina paresi del nervo facciale. Vengono poi delineate le possibili cause (ignote), le forme (alcune acute che si risolvono anche spontaneamente altre purtroppo in forma cronica) e le possibili terapie (prevalentemente farmaci immunosopressori).
Arriva il momento del Prof Paolo Zamboni.
Il suo intervento si intitola: La cellula endoteliale: il pezzo mancante? Quest’anno viene approfondito il recente studio (“Ultrastructure of internal jugular vein defective valves”: mancanza di cellule endoteliali negli ostacoli endoluminali della vena giugulare interna, un'ulteriore anomalia riscontrata in corso di Ccsvi) che ha suscitato alcune polemiche ed è stato oggetto di fraintendimento. Lo studio sostanzialmente ci dimostra che la Ccsvi è una condizione patologica di un distretto venoso ben preciso, una patologia focale che riguarda solamente le vene in un determinato spazio ed è caratterizzata, a livello dei tessuti venosi coinvolti, da una modificazione sostanziale dell’endotelio o addirittura dalla mancanza totale dello stesso. A volte l’origine è sicuramente trunculare (valvole, setti, membrane) altre volte potrebbe anche delinearsi una precedente condizione patologica che poi ha generato il difetto venoso. Certamente non è successiva e dipendente dalla Sclerosi Multipla. Lo studio ci spiega che l’endotelio è una componente essenziale delle vene, costituisce il “pavimento” che determina il corretto fluire del sangue e l’isolamento stesso della vena. Per la prima volta con questo studio, il microscopio elettronico a scansione, ingrandendo fino a 15.000 volte ha visto nella realtà lo stato patologico delle vene giugulari in tutti i pazienti con Ccsvi che non si trova nei controlli sani; addirittura altri distretti venosi di questi pazienti affetti da Ccsvi non presentano questo stato patologico dell’endotelio che si presenta con immagini veramente alterate, comprensibili anche a noi che non siamo dottori, solo nel distretto delle giugulari. Tutto questo per dire che ora la Ccsvi ha una precisa identità patologica non vista da un semplice eco doppler operatore dipendente, non interpretata da immagini suggestive e variamente interpretabili ma repertata scientificamente con metodo anatomopatologico e quindi assolutamente non smentibile: le numerose opinioni recenti negative che vogliono vedere una sconfitta, una smentita della Ccsvi sono solo opinioni non basate su fatti. Da tutto questo risulta che è necessario ritenere basilare il fatto di far introdurre nei LEA la patologia Ccsvi indipendentemente dalla Sclerosi Multipla. Ma si badi bene, il Professore mai ha detto che non c’è un legame tra questa o altre patologie neurodegenerative: per la sclerosi multipla se ne sta occupando e se ne occuperà lo studio Brave Dreams che Zamboni ritiene importantissimo, strategico ed essenziale per il futuro dei malati di sm: il suo accorato appello finale per sostenere, accompagnare, incentivare se possibile, Brave Dreams è apparso quanto mai convinto e urgente. Per finire, ad una nostra domanda riguardo la terapia della Ccsvi, in risposta ad alcuni che stanno già celebrando il funerale della Pta, il Professore risponde che non è vero: come hanno sempre detto fin dall’inizio, la Pta risponde per molti pazienti ma non per tutti e già oggi loro sanno molto di più su questo; la terapia sarà sempre più personalizzata ma l’angioplastica avrà ancora un ruolo principe.
Per finire interviene il Dott. Fabrizio Salvi.
Il Dottore inizia con un appello, chiedendo a tutti e a tutte le associazioni di difendere la possibilità di ricerca e di studio dai sempre più frequenti attacchi che sempre più spesso si verificano, non ultimo il recente furto di un computer utilizzato in Brave Dreams. Il titolo del suo intervento è: L’ipotesi vascolare della Sclerosi Multipla. Viene ripercorsa la lunga storia di ipotesi fatte e di dati che in tutti questi anni sono stati dimenticati o volutamente persi. Oggi cercano di creare molta confusione sulla loro ricerca, e questo non è bello. Ora delinea le prove più importanti: con l’utilizzo di magneti 7 tesla si trovano sempre placche con al centro una vena, sono tutte così, il 100%. Oggi l’ultima scoperta è la centralità della perfusione celebrale e la sua importanza: è stato visto che una condizione di ipoperfusione anticipa la ricaduta di malattia; conseguentemente è essenziale capire la cascata di eventi che si verificano quando abbiamo una situazione di Ccsvi: questa porta una ipoperfusione (una situazione di diminuita irrorazione del sangue nel e dal cervello) che può costituire un danno cronico (forme progressive di malattia) o uno scompenso perfusionale acuto e attivazione del sistema immunitario (riacutizzazione di malattia). Viene poi affrontato lo spinoso problema del rapporto dei medici con le case farmaceutiche spiegando alcuni passi del lavoro di Carl Elliott “Relationships between physicians and Pharma”: perché i medici non dovrebbero accettare soldi dalle case farmaceutiche. Il Dottor Salvi ci spiega poi che il loro team sta andando avanti con decisione nello studio e nella sperimentazione e anticipa che potrebbero essere individuati anche dei farmaci per aiutare la perfusione celebrale.
giovedì 10 luglio 2014
DIAMOCI UNA SVEGLIATA
Stiamo (sto) perdendo tempo in tante cose e su tanti argomenti collaterali; il problema è che ancora oggi non abbiamo in questo paese un riconoscimento governativo della Ccsvi malgrado le innumerevoli conferme di tutto il mondo internazionale vascolare: attenzione, non sto parlando della correlazione con la Sclerosi Multipla ma dell'identità nosologica della Ccsvi che a livello scientifico c'è già. Ma in Italia non è ancora stata tradotta a livello legale amministrativo. Grave! E' evidente che il problema è essenzialmente politico, ma lasciamo questo argomento per un altro articolo.
Tre e solo tre dovremmo avere come obiettivi quotidiani, sia come persone sia come associazioni e sia infine come dottori:
1) la prosecuzione e il termine di Brave Dreams (necessità di conferma terapeutica della Ccsvi nella Sm).
2) il riconoscimento nei LEA della Ccsvi (necessità di riconoscimento nosologico della patologia Ccsvi per poter essere trattata in tutte le strutture pubbliche).
3) sostenere e aiutare in tutti i modi (scientifico, politico, economico, mediatico) i centri di eccellenza pubblici che esistono e che stanno nascendo.
Tutti questi tre punti sono oggi fortemente a rischio e senza il loro concretizzarsi finiremo solo per parlare della aloe vera e del bicarbonato di sodio; sono capitoli troppo importanti, tutto il resto è gioco, svago, sport: perdita di tempo; e di tempo, temo, non ne abbiamo più molto.
sabato 5 luglio 2014
MARCO FIORE TI RINGRAZIO
Ritorno
brevemente sull’ultimo studio del Prof Zamboni sulle cellule endoteliali delle
vene giugulari e sulla nuvola di fumo che ha scatenato il titolo del comunicato
che informava riguardo questo studio.Il titolo
del comunicato recitava:” Zamboni, la Ccsvi indipendente dalla Sm”.
È venuto fuori di tutto. Comprensibilmente si sono scatenati i gruppi più o meno in esilio che mirano altrove, non so francamente dove e perché, e hanno inscenato polemiche a non finire delineando un sostanziale fallimento della terapia di angioplastica e perfino forse della stessa teoria di Zamboni.
Molto bene allora ha fatto Marco Fiore ad intervenire per difendere, da solo, la verità delle cose e per questo ha rischiato il consuetudinario linciaggio da parte dei soliti noti esiliati; ovviamente io non sono entrato nella discussione perché non gradito e “bannato”, e ammiro l’equilibrio e la pazienza di Marco anche quando a mancare clamorosamente il bersaglio sono addirittura medici e non pazienti, cosa questa che non finisce di scandalizzarmi.
“…..Il comunicato (relativo all’ultimo studio del Prof Zamboni sulle cellule endoteliali delle vene giugulari, ndr) NON DICE CHE NON C'E' CORRELAZIONE. Dice che prima nasce la ccsvi, poi eventualmente la SM. Cioè la ccsvi può essere presente anche senza SM. Il fatto che la ccsvi sia indipendente dalla SM, ripeto, NON significa che non ci sia correlazione…...”
“…..Zamboni ha sempre detto di farsi liberare solo all'interno di studi scientifici, ed aveva chiesto, eventualmente, solo la concessione della liberazione per coloro che erano orfani di medicinali (uso compassionevole)…..”
Il fatto di non averle scritte io ma di averle solo condivise con voi basterà per salvarmi dalla consueta vagonata di insulti e ironie contro la mia persona? Vedremo e comunque, francamente, me ne frego.
È venuto fuori di tutto. Comprensibilmente si sono scatenati i gruppi più o meno in esilio che mirano altrove, non so francamente dove e perché, e hanno inscenato polemiche a non finire delineando un sostanziale fallimento della terapia di angioplastica e perfino forse della stessa teoria di Zamboni.
Molto bene allora ha fatto Marco Fiore ad intervenire per difendere, da solo, la verità delle cose e per questo ha rischiato il consuetudinario linciaggio da parte dei soliti noti esiliati; ovviamente io non sono entrato nella discussione perché non gradito e “bannato”, e ammiro l’equilibrio e la pazienza di Marco anche quando a mancare clamorosamente il bersaglio sono addirittura medici e non pazienti, cosa questa che non finisce di scandalizzarmi.
Riporto
allora alcune frasi scritte da Marco, mi permetto di farlo senza chiederne il
permesso perché si tratta di una chat pubblica: a mio parere sono davvero
illuminanti.
Eccole.“…..Il comunicato (relativo all’ultimo studio del Prof Zamboni sulle cellule endoteliali delle vene giugulari, ndr) NON DICE CHE NON C'E' CORRELAZIONE. Dice che prima nasce la ccsvi, poi eventualmente la SM. Cioè la ccsvi può essere presente anche senza SM. Il fatto che la ccsvi sia indipendente dalla SM, ripeto, NON significa che non ci sia correlazione…...”
“…..Ma dove quando e chi ha detto che adesso
non c'è più correlazione???......”
“…..La ccsvi è SEMPRE stata considerata
indipendente dalla sm. La ccsvi esiste a prescindere dalla sm, da sempre è
stato considerato così, meno che dai detrattori e dall'Aism. Questo è solo
un'ulteriore studio con diverso metodo che conferma ciò che si sapeva già…..”“…..Zamboni ha sempre detto di farsi liberare solo all'interno di studi scientifici, ed aveva chiesto, eventualmente, solo la concessione della liberazione per coloro che erano orfani di medicinali (uso compassionevole)…..”
“…..Quello che più mi fa rabbia è che il
malcontento più o meno giustificato di chi non ha avuto successo dalla
liberazione (procedura sperimentale), venga scaricato sulle persone, poche, che
ci hanno offerto una speranza SCIENTIFICA e non religiosa, con solidissime basi…..”
Grazie
Marco Fiore, sono assolutamente d’accordo e non potrei aggiungere altro. Il fatto di non averle scritte io ma di averle solo condivise con voi basterà per salvarmi dalla consueta vagonata di insulti e ironie contro la mia persona? Vedremo e comunque, francamente, me ne frego.
domenica 29 giugno 2014
UNA BUONA NOTIZIA DA LEONARDO RUBINI
Leggo una bella notizia. Affrontare il tema
della vitamina D è sicuramente importante: ricordiamoci di quanto dicevamo a tutti qualche anno fa, cioè di aprire la mente ai possibili nuovi punti di vista sulla Sclerosi Multipla (Ccsvi); lo voglio ricordare anche oggi, ma farlo come viene prospettato dai
soliti dilettanti della medicina fai da te mi scoraggia non poco. Per fortuna
Leonardo sta facendo sul serio perché mi sembra non voglia assolutamente
sostituirsi ai medici ma anzi lavora per cercarli. Quindi ben venga questo
progetto in Italia, specie se concepito in questo modo. Vi invito ad andare a
leggere l’articolo sul suo blog per i dettagli. Mi piace specialmente quest’ultima parte: “Arrivisti,
interessati solo ai soldi, "cambiatori" di metodi secondo la moda,
vecchi tromboni e professionisti poco disposti al bene del prossimo sono
invitati a non farsi avanti. Perderemmo tutti del tempo prezioso, dato che
andare in Brasile non significa automaticamente avere dei pazienti dopo, visto
che il comportamento dei medici sarà continuamente monitorato da noi pazienti e
chi farà male rimarrà senza, com'è giusto che sia in un sistema che funziona.”
Bene, di arrivisti e interessati solo ai soldi ne abbiamo avuti già fin troppi,
sia tra i medici che tra i pazienti sostenitori: attenti perché stavolta siamo più esperti su questo.
martedì 24 giugno 2014
STAMINA VISTA DA UN GENITORE
Potete dire quello che volete; io non ho approfondito la metodica di Stamina quindi non potrò validamente oppormi alle vostre obiezioni; ma dico: le testimonianze qualche minimo peso l'avranno, certo non scientifico, lo so. Lo dico io stesso ogni giorno, ci vuole il metodo scientifico per dimostrare qualcosa in medicina. Ma qui stiamo parlando non di persone che si sentono migliorate dopo aver fatto una bella lista di cure differenti (farmaci, pta, diete, integratori, flebo di vario tipo e addirittura clisteri) partendo comunque da forme di malattia poco aggressive; stiamo parlando di persone, genitori, che osservano dall'esterno i miglioramenti dei loro figli che sono in stato gravissimo di salute e che non hanno alcuna terapia sostitutiva; può bastare per promuovere alla massima velocità uno studio serio sul metodo che viene usato? possiamo dargli il beneficio di inventario e facilitare la cura Stamina come terapia compassionevole e nel frattempo studiarla il più velocemente possibile? chiedo troppo?
Di Paolo Rocchi, Papà di Jack:
"Jack sta bene ed anche molto. Lo so senza vederlo. Lo so talmente bene che sto bene, molto bene . lo so attraverso il telefono.
Lo so dalla prova scientifica più potente del mondo:
IL TONO DELLA MAMMA.
Dopo 3 parole capisco subito come sta Jack.
Siamo tutti un po bimbo-patici ma le mamme lo sono in modo simbiotico.
Immaginatevi che cosa ho visto nelle anime delle mamme che hanno trattato i bi...mbi con Stamina. Bimbi che hanno avuto questi gravi effetti collaterali: Meno sofferenza, comparsa di denti, movimenti degli arti, aumento della percezione di se, bambini che si sono rimessi a mangiare, non più necessario l'ossigeno, miglioramento incredibile della saturazione, scomparsa di crisi, scomparsa totale di crisi epilettiche, bimbi che stanno seduti, bimbi che non piangono o piangono meno, bimbi che dormono sereni, bimbi che si mettono ad andare di corpo, bimbi che deglutiscono.
E SOPRATUTTO BIMBI DESTINATI A MORIRE CHE RIMANGONO VIVI ED ANZICHE' PEGGIORARE PER LA MALATTIA AD ESITO INFAUSTO SI METTONO A MIGLIORARE E LA MALATTIA SI FERMA.
Aspetta che ci penso seriamente.............
Anche se mi impegno non riesco a ricordare un minimo effetto collaterale. Dico davvero. Nessuno-zero-niente."
Grazie Paolo.
Di Paolo Rocchi, Papà di Jack:
"Jack sta bene ed anche molto. Lo so senza vederlo. Lo so talmente bene che sto bene, molto bene . lo so attraverso il telefono.
Lo so dalla prova scientifica più potente del mondo:
IL TONO DELLA MAMMA.
Dopo 3 parole capisco subito come sta Jack.
Siamo tutti un po bimbo-patici ma le mamme lo sono in modo simbiotico.
Immaginatevi che cosa ho visto nelle anime delle mamme che hanno trattato i bi...mbi con Stamina. Bimbi che hanno avuto questi gravi effetti collaterali: Meno sofferenza, comparsa di denti, movimenti degli arti, aumento della percezione di se, bambini che si sono rimessi a mangiare, non più necessario l'ossigeno, miglioramento incredibile della saturazione, scomparsa di crisi, scomparsa totale di crisi epilettiche, bimbi che stanno seduti, bimbi che non piangono o piangono meno, bimbi che dormono sereni, bimbi che si mettono ad andare di corpo, bimbi che deglutiscono.
E SOPRATUTTO BIMBI DESTINATI A MORIRE CHE RIMANGONO VIVI ED ANZICHE' PEGGIORARE PER LA MALATTIA AD ESITO INFAUSTO SI METTONO A MIGLIORARE E LA MALATTIA SI FERMA.
Aspetta che ci penso seriamente.............
Anche se mi impegno non riesco a ricordare un minimo effetto collaterale. Dico davvero. Nessuno-zero-niente."
Grazie Paolo.
domenica 15 giugno 2014
DUE TWEET DI PAOLO ZAMBONI
Sono apparsi in rete qualche giorno fa due Tweet del Prof Zamboni che si riferiscono
ad un importante studio; due Tweet dove non si va a spiegare nulla, viene dato
un distillato invece, due frasi sintetiche per farci cogliere uno spunto; chi
vuole potrà collegarsi al link e leggersi tutto, difficile però farlo perché questo
lavoro non è il nostro; il nostro è stare con le “antenne” alzate e cogliere i
distillati di novità, gli scalini che vengono scolpiti nel duro marmo della
scienza medica, che resistono all’inutile scivolio delle varie mode transitorie
fatte di tonnellate di integratori e liquami vari, più o meno naturali, che
nulla scolpiscono e nulla corrodono; fatte, ancora, di alimentazioni miracolose o
credute tali senza pensare ai lunghi momenti di tregua che questa camaleontica malattia
concede senza per questo che sia in nulla condizionata da
qualsivoglia alimento più o meno naturale. Del resto sovente vediamo la povertà
e la scarsità di qualità nelle fonti che ci vengono riportate per supportare
tali frontiere della scienza medica, spesso riversate in quintali di post e
pubblicazioni a ripetizione quasi ossessiva. Qui invece, nei Tweet Zamboniani recenti abbiamo solo due sintetiche
frasette. Apparentemente innocue e passate quasi inosservate; ma quale varco
aprono invece! Quale accensione di pensieri dovrebbero provocare nelle nostre
menti a tal punto da spazzare via le nebbie quotidiane e fare luce su ciò che
conta in questa questione. Ma non voglio spiegarli io; penso che il mio/vostro
compito sia soprattutto quello di sottoporre alla giusta attenzione ciò che
veramente conta. Il resto, il capire, il dare importanza a ciò che è
essenziale, lo lascio fare a ciascuno di voi come lo posso fare io.
“Il flusso sanguigno
letteralmente parla ai neuroni regolando la normale funzione del cervello” (P.Zamboni)
“La Scienza si appresta a salpare dalle teorie neuro centriche della
neurodegenerazione?” (P.Zamboni)
Buona riflessione a tutti!
mercoledì 11 giugno 2014
CHI PRENDE E CHI PAGA
Due parole riguardo all'articolo "Salute: il rapporto tra medici e case farmaceutiche" uscito su Neurology Clinical Practice e riportato da Alessandro Rasman su Mediterranews.
Apprezzo più il suo commento, che vi invito a leggere, che non il significato dell'articolo stesso. Quanti neurologi avranno preso soldi? Ma visto che il neurologo è un professionista che può anche essere lecitamente pagato per consulenze, mi chiedo: quanti neurologi hanno mutato il loro convincimento e quindi la loro scelta di cura per il paziente grazie alle elargizioni monetarie delle case farmaceutiche? Io credo molti. E qui sta il dolo. Ed è per questo che è, e sarà sempre molto difficile se non impossibile, provare legalmente il condizionamento economico. Ma non c'è solo la dazione di denaro o di altri favori materiali; c'è anche il fenomeno che io chiamo "la cascata", cioè l'allineamento totale dei medici giovani a quello che impone il primario per paura di avere la carriera stroncata senza per questo che abbiano mai, loro, ricevuto denari. Quindi rimarremo con la domanda di Rasman orfana di una risposta che possa avere qualche risvolto pratico (legale). Ma eticamente sappiamo bene che purtroppo è così. E lo sa molto bene anche la più grande delle associazioni che si occupa di Sclerosi Multipla, l'Aism; ne conosce molto bene il meccanismo. Quindi mi sta bene dialogare con i neurologi, sono medici e si occupano professionalmente della malattia che seguiamo anche noi: non possiamo non dialogare con loro, a volte anche in modo molto tumultuoso. Ma con una associazione come Aism no. Hanno fatto di tutto per distruggere ogni visione contrastante con quella delle case farmaceutiche mettendo in campo una forza economica e mediatica imponente. Allora che stesse fuori, per me non c'è dialogo, c'è la sua dissoluzione così come è oggi: questa è sempre stata la mia convinzione e tutt'ora lo è; e non tiratemi fuori che Aism è utile per tante cose: dovrebbe essere lo stato a farlo e non una associazione privata. Quindi chi prende i soldi? Non lo sappiamo. C'è solo una certezza, sempre e comunque quella: la certezza di chi paga.
Salute: il rapporto tra medici e case farmaceutiche
Apprezzo più il suo commento, che vi invito a leggere, che non il significato dell'articolo stesso. Quanti neurologi avranno preso soldi? Ma visto che il neurologo è un professionista che può anche essere lecitamente pagato per consulenze, mi chiedo: quanti neurologi hanno mutato il loro convincimento e quindi la loro scelta di cura per il paziente grazie alle elargizioni monetarie delle case farmaceutiche? Io credo molti. E qui sta il dolo. Ed è per questo che è, e sarà sempre molto difficile se non impossibile, provare legalmente il condizionamento economico. Ma non c'è solo la dazione di denaro o di altri favori materiali; c'è anche il fenomeno che io chiamo "la cascata", cioè l'allineamento totale dei medici giovani a quello che impone il primario per paura di avere la carriera stroncata senza per questo che abbiano mai, loro, ricevuto denari. Quindi rimarremo con la domanda di Rasman orfana di una risposta che possa avere qualche risvolto pratico (legale). Ma eticamente sappiamo bene che purtroppo è così. E lo sa molto bene anche la più grande delle associazioni che si occupa di Sclerosi Multipla, l'Aism; ne conosce molto bene il meccanismo. Quindi mi sta bene dialogare con i neurologi, sono medici e si occupano professionalmente della malattia che seguiamo anche noi: non possiamo non dialogare con loro, a volte anche in modo molto tumultuoso. Ma con una associazione come Aism no. Hanno fatto di tutto per distruggere ogni visione contrastante con quella delle case farmaceutiche mettendo in campo una forza economica e mediatica imponente. Allora che stesse fuori, per me non c'è dialogo, c'è la sua dissoluzione così come è oggi: questa è sempre stata la mia convinzione e tutt'ora lo è; e non tiratemi fuori che Aism è utile per tante cose: dovrebbe essere lo stato a farlo e non una associazione privata. Quindi chi prende i soldi? Non lo sappiamo. C'è solo una certezza, sempre e comunque quella: la certezza di chi paga.
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