lunedì 18 novembre 2013

RIFLESSIONI IN LIBERTA': AISM, PUBBLICO E PRIVATO.


Piccola riflessione: ma come può esserci un dialogo con Aism e i suoi dirigenti? .....solo perdita di tempo. Il potere dei soldi non contempla il dialogo purtroppo. Questo percorso porta fuori strada. Blandire il nemico ed esserne blanditi è molto pericoloso. Le attuali associazioni Ccsvi certamente non sono in grado di fare assistenza ai pazienti, ciò che fa Aism, ma la soluzione non è quella di salvare Aism per questo ma di indurre ad una rifondazione della stessa anche attraverso ad una sua fine per lenta consunzione magari. Lenta, difficile ma direttamente proporzionale alle tempistiche degli studi che riveleranno l'efficacia dei trattamenti della Ccsvi. E poi, diciamolo, sarebbe ora di finirla in questo paese di vedere associazioni private che cercano di surrogare le funzioni che dovrebbe avere lo stato; rendiamoci conto esse sono pur sempre legate ad una logica di profitto; come ha ben detto Stefania Calledda “Aism ha costruito il suo impero diventando una sacca clientelare, laddove era invece necessario che gli stessi servizi li garantisse lo stato, che gli operatori fossero selezionati tramite concorso pubblico e assoggettati alla retribuzione prevista dalla contrattazione collettiva per questo settore. Le associazioni, che sono enti privati, sono necessariamente inclini a cercare aumenti di fatturato per finanziarsi e dunque il servizio dato non sarà mai libero e svincolato dalla sua necessità finanziaria”.  Il dialogo con Aism così come è adesso ci allontana dal nostro obiettivo, o almeno da quello che è il mio e della Fondazione a cui appartengo che è quello di arrivare al riconoscimento nei Lea della Ccsvi e il suo conseguente trattamento in ospedali pubblici attraverso la creazioni di centri di eccellenza controllati e sicuri. Da questo ultimo pensiero me ne sorge un altro: qualcuno sostiene che un medico che opera privatamente non deve dare spiegazioni del suo operato. Beh, secondo me questa è una grande sciocchezza. Un medico, pubblico o privato, deve sempre rendere conto di quello che fa! Lo deve fare di fronte ai pazienti e di fronte alle leggi. È proprio attraverso questa aberrante affermazione che vengono compiuti i peggiori danni verso i pazienti. Ed è per questo che ribadisco la mia opinione di preferire assolutamente il medico che opera in pubblico dove la situazione è trasparente, dove la decisione di intervenire, come e quando farlo, non corre il rischio di essere influenzata da logiche aliene al puro interesse per la salute del paziente. E qui ritorniamo in sintonia con quanto scritto poco sopra.